
"C'era una volta..." ricordo quand'ero bambino disteso sul letto mentre mio nonno, con la sua voce calda e saggia, mi raccontava storie e leggende che trasportavano la mia fantasia nei dolci sogni della notte...
Cortile Scot non è una fiaba, ma racchiude in esso la magia di un tempo che non c'è più.
Il nome di questo cortile ha origine dal soprannome che avevano le famiglie del caseggiato. Quante voci hanno animato le giornate del Cortile Scot ed è bello fare alcuni nomi... di persone che ci hanno "salutato" da molto tempo:
Barba Tino Bosco, sposato con Casanova Elisabetta fu Lorenzo; Barba Ihio (Luigi) Scot, sposato con Adriana Ren e padre di ben nove figli; Barba Toni Benedet, sposato per la prima volta con la Veronica e poi risposato con Gambetto Domenica di Parma e padre di sette figli; Barba Paulo Scot, sposato con la Nina e padre di quattro figli; ed infine Micela Micelin sposata con Sante Cassol.
Erano anni duri ed i capi famiglia dovevano lasciare moglie e figli per andare a lavorare all'estero... Barba Tino, Barba Ihio, Barba Toni, Barba Paulo e Sante Cassol lavoravano come minatori nella galleria che sarebbe diventata la più lunga esistente in quell'epoca: Domodossola - Svizzera. A quei tempi gli unici strumenti per "violentare" la pietra erano le mani ed un arnese di ferro...
Mentre i mariti erano all'estero le mogli accudivano i figli a casa, coltivando la terra ed allevando del bestiame.
Un "vecio" mi ha detto: "I era ani duri per tuti e pur... se respirea anca atimi de gioia infinida quando se stea insieme a ciacolar e a cantar...".
La storia del Cortile Scot... non sono riuscito veramente a scoprire il suo vero inizio e non oso immaginare la sua fine eppure in mezzo a questi due estremi vi è ancora molto da scoprire e non basterà la mia stessa vita per poter dire: "Sono riuscito a concludere questo libro: ho letto una bellissima storia!".
(Marco Crepaz - Grazie nonno Duilio!)

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